Politica e menzogna nell’epoca della post-verità


 

 

 

 

Politica e menzogna nell’epoca della post-verità
Primo incontro di Vieni a prendere un tè alle Scalze? Conversazioni filosofiche per tutti  

Viviamo tempi particolari, in cui processi di globalizzazione e continue innovazioni tecnologiche rendono sempre più difficile e controversa la comprensione del presente. A fronte di questa complessità, ci imbattiamo sempre più spesso in un bisogno di semplificazione, pronto a saltare ogni tipo di mediazione intellettuale basata su evidenza e logica e a utilizzare, come veicolo privilegiato, i moderni social media.  Questi ultimi rispondono a tale bisogno, fino a sostituirsi sempre più alla carta stampata e all’approfondimento critico, fornendo ai grandi quesiti della contemporaneità risposte il più delle volte superficiali o insoddisfacenti. In controtendenza con queste risposte, il Forum Tarsia, convinto sempre più  della necessità improcrastinabile di apprendere il proprio tempo con il pensiero,  propone alcuni  incontri, a cadenza mensile, che cercheranno di affrontare, in un dialogo serrato  con tutti i convenuti, alcune grandi  questioni, utilizzando lo strumento della conversazione filosofica,  consapevoli con Hannah Arendt che  “per quanto siamo colpiti dalle cose del mondo, per quanto profondamente possano scuoterci e stimolarci, esse diventano umane per noi solo quando possiamo discuterne con i nostri amici”.
Sorseggiando una tazza di tè, proveremo pertanto a mettere al centro della nostra attenzione alcune tematiche di attualità, provando a ragionarci sopra in modo non accademico, auspicando e provocando un coinvolgimento nella conversazione di tutti i presenti.
Il primo incontro avrà luogo sabato 3 marzo 2018 alle 17.30 alle Scalze alla Salita Pontecorvo 65 e avrà come oggetto “Politica e menzogna nell’epoca della post-verità”. Ci interrogheremo sul rapporto che la politica intrattiene con la menzogna, ben sapendo che una precisa tradizione di filosofia politica, da Platone alla Arendt passando per Machiavelli, lo ha ritenuto per certi versi necessario, se finalizzato al bene dello Stato e della comunità. Ma forse è lecito chiedersi in che modo vada pensato questo nesso nell’età della grande rivoluzione digitale, che consente a tutti, in pochi secondi, di reperire informazioni e immagini ma che, al tempo stesso, rende sempre più labile il discrimine tra vero e falso, con la conseguenza di una propagazione abnorme della menzogna, facilitata dall’enorme diffusione dei social media.  Nell’epoca che alcuni opinionisti hanno definito della post-verità o delle verità alternative,la formazione dell’opinione pubblica sembra non tener più in alcun conto la corrispondenza tra ciò che viene affermato dalla politica e la sua realtà fattuale e, alla lunga, questo dato aumenterà sempre più la pervasività della menzogna, mettendo in crisi in maniera definitiva quel rapporto di fiducia tra cittadini e Istituzioni su cui si basa la moderna democrazia. Prima che arrivi questo momento, non sarà forse necessario trasformare questa “fabbrica di bugie”, che rischia di apparire oggi  il mondo dei social media, in una “fabbrica di verità”?