Sott' 'e bombe

 

 

 

 

 

 

Sott’ ‘e bombe – V Edizione
Musica e poesia per la gentilezza e la pace
INGRESSO GRATUITO
Domenica 16 e domenica  23 settembre 2018 alle ore 17.30, il Forum Tarsia e il Coordinamento Le Scalze presentano, presso la Chiesa di S.Giuseppe delle Scalze,  in Salita Pontecorvo 65, “Sott’ ‘e bombe. Musica e poesia per la gentilezza e la pace”, a cura di Sergio Bizzarro e Costanzo Ioni.
Il 16 settembre è previsto l’intervento musicale del cantautore napoletano Roberto Ormanni e il reading poetico con Angela Procaccini, Ciro De Novellis, Ino Fragna, Vincenzo De Simone, Carla De Falco, Marco Melillo, Floriana Coppola, Ariele D'Ambrosio, Serena Ferrara, Maria Stella Eisenberg.  Il 23  ci sarà un set elettronico con la musicista parigina Nina Hoppas oltre al consueto reading con Daniela Montella, Ketti Martino, Lina Sanniti, Ferdinando Tricarico, Giovanna Silvestri, Claudio Pennino, Giulio Mendoza, Giulio Pacelli, Renata Cagno, Nada Skaff.
Si tratta della Quinta edizione della manifestazione che lancia un messaggio poetico per la gentilezza e la pace e contro la violenza. Si svolge ogni anno in uno dei tanti rifugi antiaerei (o nei suoi pressi) della seconda guerra mondiale a ricordo di morti e distruzioni che hanno sconvolto Napoli, città da cui parte un simbolico abbraccio a quanti ancora oggi soffrono per le violenze commesse dall'uomo nelle tante guerre che ancora funestano il nostro pianeta.
Quest’anno la riflessione si vuole allargare ad altre “bombe” che stanno provocando, giorno dopo giorno, un ulteriore logoramento del legame sociale, già messo a dura prova dalla crisi economica: parliamo del pericoloso proliferare dei tanti stati di avversione, convincimenti, sentimenti ed emozioni negative nei confronti del prossimo,  in particolare dello “straniero”.  Tali pulsioni  negative sono senza dubbio facilitate dalla rissosità presente nei social media, dalla naturale tendenza a trovare un “capro espiatorio” alla propria infelicità,  e dal propagandismo di alcuni settori politici che pensano, in questo modo,  di rimuovere l’inconcludenza del loro operare. Queste nuove “bombe” hanno nome intolleranza, xenofobia, violenza, aggressività, omofobia, razzismo, volgarità, risentimento.
Ad esse vogliamo opporre, attraverso la musica e la parola poetica, il potere della pace e della gentilezza.
Quest’ultimo, com’è risaputo, è un concetto cardine della poesia italiana delle origini, elaborato in modo particolare dagli stilnovisti, che con esso facevano riferimento non solo alla nobiltà di sangue, ma soprattutto a quella più generale elevatezza dei sentimenti che si costruisce attraverso l’esercizio della virtù. La gentilezza è la prerogativa di chi concepisce sentimenti di magnanimità, solidarietà ed empatia nei confronti degli altri: stretto è pertanto il rapporto con la philantropia e la pietas del pensiero antico, la caritas cristiana o la karuna buddista. Gentile è colui o colei che esprime amabilità, garbo, cortesia nel trattare con gli altri, che non indulge nella volgarità e nel risentimento e che mette da parte l’egoismo, per dare voce a una sua particolare finezza di sentimenti.  
Dovremmo chiederci a questo punto dove sia finita la gentilezza in un mondo in cui lo spirito dialogico basato sul rispetto dell’altro, da sempre carne e sangue della democrazia, si affievolisce sempre più;  in cui la conflittualità (sempre legittima e  più che mai necessaria per la “messa in forma” della Pòlis) diventa il più delle volte rissosa e inconcludente, interessata come è esclusivamente alla continua denigrazione dell’avversario politico.
Forse sarà il caso di  riflettere insieme per ricordare come la rinuncia alla gentilezza sia purtroppo il sintomo di una profonda malattia dell’humanitas e privi gli esseri umani di un piacere fondamentale per il loro senso di benessere: non a caso l’imperatore Marco Aurelio affermava che la gentilezza è la delizia più grande dell’umanità e Rousseau che solo il prenderci cura degli altri ci rende pienamente umani. È la gentilezza, quindi, che rende la vita degna di essere vissuta: ogni attacco contro la gentilezza è un attacco contro le nostre speranze. RESTIAMO UMANI!
Roberto Ormanni. Roberto Ormanni, napoletano classe ’93, porta in scena musica d’autore italiana dalle sonorità folk-jazz. Il suo primo disco, titolato “Quello che non siamo”, è stato pubblicato nel 2016 ed è stato prodotto da Apogeo Records. Oggi è al lavoro al suo secondo disco. Canzoni come cartoline in presa diretta del mondo contemporaneo, in uno spettacolo che cerca di restituire la poesia delle piccole storie fuori tempo. Esistenze lasciate sui bordi, sogni abbandonati o spazzati via, gioie invincibili e cuori resistenti: sono gli elementi che compongono lo specchio al negativo di una realtà che si ostina, nonostante tutto, a restare illuminata e ad aggrapparsi alla bellezza che non scompare. Il 16 settembre si esibirà accompagnato da Luca Cappuccio al violoncello.
Nina Hoppas. Artista parigina, è iniziatrice di un progetto di musica sperimentale elettronica/industriale. La sua musica unisce sonorità distorte, spettrali e ferruginose, evocando un universo dalle atmosfere oscure e riflessive. Ha partecipato a diverse rassegne europee di musica elettronica e sperimentale.  In particolare quest’anno è stata Direttrice artistica  di Phoemina#1, Festival dedicato alla musica sperimentale suonata esclusivamente da donne, che si è svolto l’1,2,3 giugno ad Aqui Terme.